Il Barattolo
ASSOCIAZIONE DI COLLEZIONISMO BIRRARIO

Birrificio Zapap, una nuova realtà emiliana


Il 23 Novembre 2013 ha aperto i battenti il Birrificio artigianale della Valsamoggia "Zapap", in provincia di Bologna. Il birraio è un quarantenne che per ora fa tutto da solo, dalla produzione alla commercializzazione.

Dopo anni da insegnante di filosofia, ha deciso di cambiare vita ed ha aperto un pub a Bologna, che per vari anni ha gestito con competenza e successo, animato dal suo amore per le birre inglesi (è stato il primo a Bologna ad avere un listino di birre inglesi, e tra i primi ad avere contatti con la Real Ale Society) e dalla passione di homebrewer, coltivata per sei anni, partendo come tanti dai kit con estratto, per arrivare al primo impiantino casalingo.

Deciso al grande passo, da circa un anno ha messo in produzione le sue creazioni appoggiandosi al Birrificio Scaligero di Verona, dove è nata la prima produzione di Birra Zapap, che nel 2013 ha già avuto diffusione in alcuni pub di Bologna.

Visto il gradimento del pubblico, Christian Govoni ha cercato il luogo giusto dove installare l'impianto di produzione, e gli ha affiancato il locale mescita aperto al pubblico, senza tuttavia fare un brewpub, non essendo per ora prevista la cucina.

A ciò si aggiunge un soppalco con una bella vista sull'impianto sottostante, che nell'intento del birraio dovrebbe ospitare corsi di tecnica brassicola o di degustazione.

L'impianto è della lnoxtecnica veronese, e Christian ci tiene a far sapere che i tecnici hanno fatto un lavoro fantastico; è composto d tre tini, da 900 l, e da quattro fermentatori isobarici (tre da 1.200 l e uno da 2.400 l), nonché da una cella a 4° per le basse fermentazioni.

Lo Zapap attualmente mette in commercio fusti in contropressione, e bottiglie con rifermentazione. Il packaging lo cura una ditta di comunicazione che si chiama "I musicanti non dormono mai", che ha curato il logo dell'azienda e le etichette.

Govoni ha chiamato la sua creatura Zapap (dal nome del filtro di chi fa la birra in casa) perché gli piaceva l'idea di mantenere il più possibile il concetto di artigianale, e lanciare questo messaggio anche attraverso il nome.

Attualmente Zapap ha in produzione quattro tipi di birra, prevalentemente ispirate al mondo anglosassone.

Una è la NOT SO BLONDE, una Golden Ale, fatta con East Kent e Challenger, da 5°.

La seconda è la CH'APA (si pronuncia come in dialetto la parola "ciàpa", prendi, acchiappa), una APA contenente Simcoe e Chinook, da 4,9°, che, secondo il suo sesso creatore, è la più "furba", cioè quella che incontra maggiormente il gusto del pubblico nei locali.

La terza è la VERMILLIA, una IPA non proprio classica inglese, da 5,9°, nella quale vengono usati luppoli freschi in foglia, utilizzati sia con una luppolatura a zero, prima del whirpool, sia in una più aromatica a fine fermentazione tumultuosa (nel fermentatore a 20°).

La quarta è la BACK TO BLACK, una Dark Ale ispirata proprio alla canzone della grandissima Amy Winehouse, che il birraio definisce una Black IPA, da 6°, con i malti pale, crystall, special B e un pizzico di black.

A queste si aggiunge la VALSAMOGGIA (dal luogo dove si trova l'impianto), una Helles che si trova solo alla mescita nel birhficio e nelle sagre alle quali Zapap è presente.

Siccome però la creazione non si ferma mai, la prossima in preparazione è la Hippy, con malto pale, frumento, un po' di farro della zona e frumento non maltato, anch'esso proveniente da coltivazioni del luogo.

Secondo il suo creatore dovrebbe essere un insieme di tutto quello che più gli piace, con malti e luppoli originali, e dallo stile non definibile, che lui dice ispirata a una Wit, ma nomade, e con cinque o sei luppoli a piacere, ancora da individuare.

Un aspetto interessante del neonato Zapap è l'attenzione alle materie prime: è in contatto con un agricoltore della zona, che farà una semina di orzo, da inviare a maltazione in Germania, in modo da utilizzare una quota del malto, sia pur piccola, prodotto nel territorio; per il resto si serve in Germania; usa lieviti puliti, american Ale, e un lievito tedesco a bassa perla Helles.

Un caso strano riguarda l'acqua: viene utilizzata quella dell'acquedotto, che pare quasi perfetta, e necessita, a detta di Govoni, solo di minime aggiustature.

La cosa è probabilmente dovuta alla particolare posizione del punto della Valsamoggia ove sorge l'impianto e alla conformazione del territoho circostante, e forse meriterebbe di essere approfondita.

Per i collezionisti, che troveranno cortesia e disponibilità in ogni momento, ci sono le etichette, i sottobicchieri, gli adesivi e anche i bicchieri, praticamente una pinta classica; per informazioni o una visita:
Zapap, Birrificio artigianale della Valsamoggia, via dell'Industria, località Castelletto di Castello di Serravalle, (BO). https://it-it.facebook.com/birrificiozapap/

Giuseppe Pagliani
(Testo pubblicato sul Notiziario n. 190, marzo-aprile 2014)

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